“Finché c’è VITA c’è SPERANZA, finché c’è speranza c’è paura, finché c’è paura c’è potere, MA IL POTERE NON E’ TUTTO NELLA VITA.”
John Gay Beggar’s Opera
La guerra, l’odio, il terrore incombono ovunque e idioti strateghi affrettano il tempo del fatidico incontro, ma quest’incontro avverrà per tutti prima o poi.
“Morire per delle idee siamo d’accordo, ma di morte molto lenta” diceva George Brassens.
Per scongiurare la morte, dato che quando ci sarà lei non ci saremo noi, abbiamo deciso che è bene farsi il funerale da vivi, anzi fare il funerale della morte stessa, quello della guerra, della miseria, delle paure e delle illusioni che ci affliggono.
Il popolo del Carnevale danzerà sull’incoscienza assassina e riderà della tragicomica puerilità della guerra; danzerà perché è vivo, danzerà e riderà delle esaltate esistenze dedicate la potere, alla fama, al denaro. E l’angelo della morte danzerà anche lui con noi: danzerà fino a dimenticarsi dei suoi appuntamenti.